Indagini sulla funzionalità ovarica

In condizioni normali, ad ogni ciclo mestruale una singola cellula sessuale femminile (ovocita) viene ovulata dopo aver acquisito la piena maturità durante il processo di follicologenesi. La buona riuscita di questo processo dipende principalmente dall’azione coordinata di tre ormoni: I) l’FSH, che promuove la crescita dei follicoli, particolarmente all’inizio del ciclo; II) l’LH, che coopera con l’FSH nella stimolazione della crescita follicolare e che in un secondo momento innesca l’ovulazione; III) l’estradiolo, che contribuisce alla regolazione dell’attività di FSH ed LH. Non inseriremo tra le nostre indagini la misurazione della temperatura basale, per noi considerato un metodo tutt’altro che affidabile, in quanto impreciso e soggetto facilmente ad errori di misurazione. Con maggiore precisione, è possibile valutare il normale andamento della follicologenesi attraverso dosaggi ormonali volti a stabilire i livelli di FSH, LH ed estrogeni, unitamente ad altri ormoni quali prolattina, ormoni tiroidei ed androgeni, che a vario titolo possono influire sul meccanismo dell’ovulazione e determinare situazioni di infertilità e sterilità femminile.

Valutazione della riserva ovarica

Prima di ogni stimolazione farmacologica dell’ovulazione nel Centro Praxi Provita viene valutata la riserva ovarica . E’ un esame che prevede l’esecuzione nella stessa giornata di un prelievo ematico per il dosaggio di tre ormoni (FSH, Inibina B, AMH o ormone antimulleriano) e di un’ecografia pelvica transvaginale, volta a calcolare il volume delle ovaie e la stima dei follicoli antrali presenti in ciascun ovaio. La valutazione della riserva ovarica deve essere fatta dal 2° al 5° giorno dall’inizio del ciclo mestruale. Il “test della riserva ovarica” misura il livello di tre ormoni presenti nel sangue: due di questi ormoni sono prodotti dalle ovaie (INIBIMA B e AMH o ormone antimulleriano) e il terzo dall’ipofisi( FSH), una ghiandola situata nel sistema nervoso centrale. Gli ormoni prodotti dalle ovaie (Inibina B e AMH) all’avvicinarsi della menopausa si riducono mentre quello prodotto dall’ipofisi (FSH) aumenta. La misura del livello degli ormoni associata alla conta dei follicoli antrali (AFC) e al calcolo del volume ovarico mediante ecografia in fase follicolare precoce del ciclo consentono di stimare la risposta ovarica alla stimolazione farmacologica con gonadotropine per trattamenti di procreazione assistita.

Indagini anatomiche

L’attività della tuba esercita una essenziale funzione di trasporto e di nutrizione delle cellule sessuali e dell’embrione, attività entrambe basate sull’integrità del suo rivestimento interno (la mucosa) e del suo apparato muscolare. Queste delicate funzioni possono essere influenzate negativamente dalla presenza di una alterazione della mucosa. Cause frequenti sono l’endometriosi e le infezioni pelviche acute o croniche, spesso dovute a malattie sessualmente trasmesse o anche precedenti interventi chirurgici.

Sonoisterografia e Sonoisterosalpingografia

La sonoisterografia o sonoisteriosalpingografia è un esame ecografico che permette lo studio accurato ed indolore della cavità endometriale. La sonoisterografia o sonoisteriosalpingografia viene eseguita con l’utilizzo di un sottile catetere sterile monouso che viene posizionato all’interno del canale cervicale. Tramite il catetere si inseriscono nella cavità uterina alcuni millilitri di soluzione fisiologica medicata , con antibiotico e cortisonico, che consente, mediante ecografia transvaginale, di visualizzare eventuali patologie presenti all’interno della cavità (polipi endometriali, miomi uterini sottomucosi, setti uterini). Attraverso una sonda ecografica transvaginale si osserva se il liquido fuoriesce dalle tube. Oltre alla pervietà tubarica è possibile valutare anche la presenza di polipi, miomi e patologie uterine endocavitarie. La sonoisterografia o sonoisteriosalpingografia dura mediamente 15-20 minuti. Grazie alle piccole dimensioni ed alla flessibilità del catetere, la sonoisterografia risulta pressochè indolore nella quasi totalità delle pazienti consentendo di evitare indagini diagnostiche più invasive e quindi dolorose (es. isteroscopia). Il momento migliore per effettuare la sonoisterografia è rappresentato dai primi giorni dopo la cessazione delle mestruazioni.

Isterosalpingografia

L’isterosalpingografia è una metodica contrastografica che consiste nell’opacizzazione della cavità uterina e delle tube mediante l’introduzione di un mezzo di contrasto radiopaco. Consente di diagnosticare le malconformazioni uterine, di evidenziare sinechie, polipi e fibromi e di verificare la pervietà tubarica. Si tratta di un esame morfologico ma non di tipo funzionale e non consente la valutazione dell’integrità fisiologica tubarica.

Ecografia 3D e 4D

L’utilizzo dell’ecografia 3D e 4D è utile per valutare e misurare malformazioni della cavità uterina come ad esempio un setto. Questo può così evitare il ricorso a metodiche diagnostiche maggiormente invasive, come l’isteroscopia.

Isteroscopia

L’isteroscopia è utilizzata per l’esame della cavità uterina e prevede il passaggio di un piccolo strumento a fibre ottiche (l’isteroscopio) attraverso il canale cervicale fino a visualizzare l’intera cavità. L’isteroscopia risulta il più affidabile per la valutazione delle patologie endocavitarie quali miomi, polipi, setti completi e anche subsetti che a volte non vengono evidenziati dalle precedenti metodiche ma che risultano essere importanti nell’infertilità femminile.

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